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Erdogan al Papa: “Sugli armeni non faccia più quell’errore”


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ANKARA - Suonano come un avvertimento, le parole che il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha indirizzato al Papa rivolgendosi all’assemblea degli esportatori riunita ad Ankara. Sulla questione armena – che Bergoglio domenica scorsa, in una messa celebrata a San Pietro non ha esitato a definire il “primo genocidio del secolo scorso”, mai ammesso dai turchi – “il Papa non ripeta questo errore e lo condanni”. Ricordando la visita compiuta in Turchia dal Pontefice nel novembre del 2014 , Erdogan ha detto che “ora, dopo le sue affermazioni, ho un’opinione diversa su di lui, sia come politico, sia come religioso”. Il presidente turco ha quindi affermato che è compito degli storici far luce su ciò che è realmente avvenuto nel 1915. “Quando i politici o i religiosi intervengono nel ruolo di storici, emergono cose senza senso come questa”, ha aggiunto.

“Qui – ha aggiunto Erdogan – voglio ripetere il nostro appello a creare una commissione congiunta di storici e sottolineare che siamo pronti ad aprire i nostri archivi. Non permetterò che gli eventi storici siano deviati dal loro corso in una campagna contro il nostro Paese e la nostra nazione”. Contro le parole di Bergoglio, tra domenica pomeriggio e lunedì, si erano già espressi diversi maggiorenti turchi, dal primo ministro al Gran Muftì responsabile del dipartimento affari religiosi, dal ministro degli Esteri al responsabile delle politiche europee. Mentre la stampa turca aveva ricordato le diverse posizioni sulla interpretazione degli eventi del 1915. Quando, secondo gli armeni, un milione e mezzo di individui della loro comunità furono sterminati dai turchi, mentre Ankara ribatte che i numeri sono esagerati e che quelle morti vanno inquadrate nel prezzo di sangue pagato alla prima guerra mondiale. Il centenario dell’eccidio armeno cade il 24 aprile. Ad Ankara, lo stesso giorno, le autorità preparano il centenario del trionfo ottomano di Gallipoli, nello stretto di Dardanelli.

Fonte: Il Messaggero

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