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Expo2015: ecco come sarà il padiglione della Santa Sede


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La Santa Sede a Expo2015

La Santa Sede è presente in Expo2015, ufficialmente come Paese espositore con un proprio Padiglione. “Non di solo pane” è il tema che verrà sviluppato. Un giardino da custodire, un cibo da condividere, un pasto che educa, un pane che rende presente Dio nel mondo sono i “capitoli” nei quali si organizza il percorso espositivo basato su diversi linguaggi artistici, dai più tradizionali a quelli innovativi. E il tema del cibo è occasione di riflessione e educazione sulla fede, la giustizia, la pace, i rapporti tra i popoli, l’economia, l’ecologia.

Il Padiglione è promosso, realizzato e gestito in collaborazione dal Pontificio Consiglio della Cultura (espressione della Santa Sede), dalla Conferenza Episcopale Italiana, dalla Diocesi di Milano, con il contributo del Pontificio Consiglio Cor Unum. L’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù sono i partner scientifici che aiuteranno a sviluppare e supportare i temi di riflessione.

Progetto architettonico 

Situato in posizione centrale dell’area espositiva, il Padiglione rappresenta una sorta di punto fermo attorno a cui ruotano le altre nazioni. Parola d’ordine della progettazione è stata “sobrietà”; il Padiglione della Santa Sede è uno dei più piccoli tra quelli presenti ad Expo: la base è di 15 per 25 metri, per un totale di 360 mq. L’aspetto complessivo è quello di un blocco costituito da un unico materiale, quasi come fosse una pietra, alla cui soglia, elemento caratteristico, si trova una enorme vela gialla in tessuto che maschera l’ingresso, colora la luce e contribuisce a rendere la facciata simile alla bandiera Vaticana.

Il sito espositivo della Santa Sede

Si contraddistingue per scritte leggere e sottili, in acciaio, poste sulla facciata e sulle pareti esterne con le parole “non di solo pane” e “dacci oggi il nostro pane”, tradotte in 13 lingue. La progettazione è stata realizzata dallo studio milanese Quattroassociati. Entrando il visitatore sarà accolto da una mostra fotografica, che nasce da un incontro di idee tra il Pontificio Consiglio “Cor Unum” e la regista Lia G. Beltrami di Aurora Vision, in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura. Un’onda di storie, sguardi, volti: la parete fotografica è composta da 86 fotografie proiettate su schermi 70×100, 91 quelle stampate in diversi formati. Gli autori sono fotografi professionisti, giornalisti di reportage, giovani, e appassionati camminatori delle vie del mondo, provenienti da diversi continenti e diverse appartenenze religiose. A disegnare il percorso delle foto ci sono 25 stampe effetto stain glass, simbolo dei 5 continenti, che ricordano il riflesso delle vetrate sulle colonne del Duomo di Milano.

Le opere d’arte 

Proseguendo nel percorso espositivo, il Padiglione parlerà attraverso due opere d’arte. Per i primi tre mesi sarà esposta “L’ultima cena” del Tintoretto (1561-1562) proveniente dalla Chiesa veneziana di San Trovaso; e per gli altri tre mesi si potrà vedere l’arazzo con “L’istituzione dell’Eucarestia” di Peter Paul Rubens (1632-1650), proveniente dal Museo Diocesano di Ancona.

Tavolo interattivo 

Al centro del Padiglione della Santa Sede una installazione unica, un Tavolo interattivo realizzato da MammaFotogramma attraverso mezzi e linguaggi diversi, si focalizza sull’oggetto tavolo per comunicarne il valore simbolico e i molteplici significati.

Attraverso l’espediente del tavolo e le videoproiezioni interattive si rappresenta la condivisione e l’interdipendenza delle esperienze sui cui si fonda la catena relazionale di una comunità. Attraverso una narrazione non lineare che unisce diverse tecniche filmiche – filmato, animazione stop-motion, pixilation – il Tavolo interattivo riproduce, senza semplificazioni, la ricchezza e la molteplicità del consorzio umano: non solo tavola da cucina, ma piano di lavoro, di studio, di celebrazione sacra etc., simbolo immediato di convivialità e interazione sociale.

Parete cinematografica

Nella parete opposta all’onda fotografica, al termine del percorso, tre grandi schermi raccontano la visione cristiana della carità, della condivisione, della solidarietà che diventa fraternità, del pane spezzato che si trasforma in nutrimento per gli affamati, del dono che restituisce la dignità alla persona, e della ricchezza che trasmettono il povero e la sua povertà. Tre film cortometraggi presentano il valore della carità cristiana, che non è assistenzialismo, ma aiuto materiale e spirituale a chi soffre e vive nelle “periferie dell’esistenza”. Come ha detto spesso Papa Francesco, infatti, “la Chiesa non è una Ong, è una storia d’amore”. Anche il percorso cinematografico nasce da un incontro di idee tra il Pontificio Consiglio “Cor Unum” e la regista Lia G. Beltrami (della società di produzione cinematografica Aurora Vision), in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura.

Con noi, il card. Gianfranco Ravasi, Commissario Expo2015 per la Santa Sede, mons. Domenico Pompili, Sottosegretario Conferenza Episcopale Italiana, don Davide MIlani, responsabile comunicazione Expo2015 per Santa Sede, Caritas internationalis e Diocesi di Milano, Mariella Enoc, presidente Ospedale pediatrico ‘Bambino Gesù’ di Roma.
(Luca Collodi)

Fonte: Radio Vaticana

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