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Il Papa è malato: ha un tumore curabile


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Piccola macchia scura nel cervello. È seguito dal professor Fukushima della clinica San Rossore a Pisa
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Pisa, 21 ottobre 2015 – «NON DOVREBBE essere necessario alcun tipo di intervento chirurgico». L’infermiera è sollevata. Quando ha letto il nome del paziente quasi non ci voleva credere. E, oggi che gli esami avrebbero evidenziato che «quella macchia, un piccolo tumore al cervello, si può curare senza portare il paziente in sala operatoria», è entrata nella piccola cappella della Casa di Cura San Rossore ad accendere un cero alla Madonna. «Sono anni che lo non facevo più», confida. Quel paziente non è un suo familiare e neanche un conoscente. Ma è come se lo fosse. Sicuramente è una persona speciale. Il suo nome è Jorge Mario Bergoglio. Sì, proprio lui, il Papa venuto «dall’altra parte del mondo».

Papa Francesco scandalo

TUTTO è nato qualche mese fa. Una mattina come tante, quando all’improvviso nel cielo sopra Barbaricina, alle porte di Pisa, è sbucato un elicottero. Chi lo ha visto racconta di aver notato le insegne giallo-bianche sulla fiancata mentre volava radente sopra le ville della zona. Così si è subito sparsa la voce che ci fosse «il Papa a San Rossore».

«IN FONDO come fa le telefonate, a sorpresa, – racconta uno degli abitanti – poteva anche essere arrivato per visitare la piazza del Duomo e la Torre Pendente». Ma perché non usare l’aeroporto militare, sede della 46ª Aerobrigata, utilizzato normalmente dal rigido protocollo dei servizi di sicurezza, nel caso di visite ufficiali, che dista da San Rossore solo cinque minuti? Semplicemente perché su quell’elicottero non c’era Papa Bergoglio. L’elicottero, infatti, è atterrato nella piazzola dell’elisoccorso della Casa di cura San Rossore con il solo equipaggio.

Perché? Secondo alcuni testimoni oculari pochi minuti dopo l’atterraggio, dalla clinica (nota per aver avuto tra i suoi pazienti Indro Montanelli, Sandra Mondaini e Pippo Baudo) sarebbero usciti il professor Takanori Fukushima e alcuni operatori della sua équipe. E questo ha ulteriormente alimentato i misteri legati all’arrivo dell’elicottero. Già, perché il professor Fukushima è conosciuto a livello mondiale per la sua ricerca e il trattamento dei tumori al cervello, aneurismi e neuralgie trigeminali. Perché, dunque, l’elicottero? Nella casa di cura le bocche sono rigorosamente cucite, in rispetto alla policy aziendale. Quel che è certo è che l’elicottero dopo aver prelevato l’équipe del professor Fukushima, docente di Neurochirurgia al Duke University Medical Center e alla West Virginia University Medical Center, è ripartito alla volta di Roma per atterrare oltre le mura Leonine.

E QUI, nonostante la riservatezza sia la cifra dello Stato più piccolo del mondo da secoli, qualcosa tra il Colonnato del Bernini è filtrato. Se qualcuno ha chiamato a consulto il professor Fukushima dev’essere per una persona della stretta cerchia della ‘famiglia papale’. Qualcuno ha anche pensato a Benedetto XVI. In fondo, quando Ratzinger si dimise una delle ipotesi che circolò era proprio quella di una malattia che non gli consentiva di portare avanti il proprio pontificato. Ma, ormai, sono passati più di due anni da quel passo indietro e il Papa emerito, nelle pochissime uscite pubbliche, è apparso in salute. E allora sono riemerse le voci sulla salute del Papa e la confidenza, fatta da un alto prelato nei mesi scorsi, secondo cui Francesco potrebbe anche lui presto stupire il mondo rinunciando, come il suo predecessore, al soglio di Pietro.

Ma ora che il professor Fukushima avrebbe escluso la necessità di qualsiasi operazione chirurgica, confermando la possibilità di curare il suo paziente più famoso al mondo, è chiaro che non sarà quella «piccola macchia» a influenzare le decisioni del Santo Padre.

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