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Ma come sta davvero il Papa?


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All’indomani della pubblicazione della notizia sul tumore del Papa, smentita seccamente da tutti gli interessati, i padri sinodali sembrano volersi lasciare il caso dietro le spalle. Il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, dice alla Stampa: «La reazione dei più credo sia stata quella di pensare che si è trattato di un tentativo per indebolire il Papa, che grazie a Dio ha la sua solidità e la sua forza». Mentre l’arcivescovo di Los Angeles, José Horacio Gomez, durante il quotidiano briefing con i giornalisti ha negato che vi siano stati echi o conseguenze al Sinodo: «Era una notizia falsa, il Papa sta bene, non è malato, e quindi non vi è stata nessuna connessione perché la malattia non è vera». Altri prelati, aprendo le pagine del QN di ieri, hanno fatto notare che quando si commette un errore «basterebbe ammettere di essersi sbagliati e semplicemente scusarsi con i lettori».
Per Bergoglio solo un po’ di sciatica ma la sua salute non presenta problemi.

Papa Francesco tumore

Ma come sta davvero il Papa? La risposta che il portavoce vaticano padre Federico Lombardi continua a dare è sempre la stessa: potete vederlo da voi, guardate a ciò che fa… In effetti l’agenda di Francesco è caratterizzata da un continuo crescendo di iniziative: con la trasferta in Africa a fine novembre (sei giorni per tre tappe, in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana), sono quattro i lunghi viaggi internazionali del 2015, dopo quello nello Sri Lanka e nelle Filippine, quello in Ecuador, Bolivia e Paraguay (con altitudini piuttosto proibitive) e quello concluso da pochi giorni a Cuba e negli Usa.

È noto che Papa Bergoglio si inginocchia con difficoltà e ha qualche problema di deambulazione a motivo della sciatica: qualche anno prima dell’elezione fu costretto a farsi curare per questo a Roma, dov’era arrivato per partecipare a un concistoro e rimase bloccato per alcuni giorni.

La diminuzione del movimento quotidiano e il cambiamento del regime alimentare rispetto a quando era a Buenos Aires lo aveva fatto visibilmente ingrassare di qualche chilo, anche se ora il peso appare più sotto controllo. Un elemento significativo riguardo il modo in cui Francesco è curato si può dedurre dal cambiamento del medico personale avvenuto lo scorso agosto. Il cambio della guardia tra il professor Patrizio Polisca, già cardiologo di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, è stato motivato da ragioni organizzative, dato che Bergoglio ha accolto la proposta di «spacchettare» l’incarico del medico personale del Papa da quello di direttore del Servizio Sanitario del Vaticano. Polisca è rimasto Oltretevere, come medico di Ratzinger, e quale nuovo direttore sanitario è stato scelto l’endocrinologo Alfredo Pontecorvi. Mentre come suo medico, Francesco ha voluto il professor Fabrizio Soccorsi, primario emerito di Epatologia del San Camillo di Roma, già consulente dei servizi sanitari vaticano.

Ovviamente, per qualsiasi problema si dovesse presentare, Francesco può disporre dei migliori specialisti. Nel primo anno e mezzo di pontificato, il Papa era stato costretto un paio di volte a cancellare all’improvviso degli impegni a causa di indisposizioni dovute a stanchezza, come nel caso della messa che avrebbe dovuto celebrare al Gemelli il 27 giugno 2014. In seguito questi episodi non si sono più verificati.

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