Ultime news News e attività del Santo Padre

«Con lui bisogna essere docili. È l’ambasciatore di Dio. Ci accompagna sempre, ci consiglia, ci copre come un amico»


Condividi:

Il Papa: «Tutti abbiamo un Angelo che ci protegge, ascoltiamolo»

È sempre presente e vicino. Ognuno ha la compagnia di un Angelo, che consiglia e difende. Lo ha assicurato papa Francesco nell’omelia della Messa del mattino a Casa Santa Marta, nel giorno della Festa degli Angeli Custodi, che vanno ascoltati «con docilità».

Il Pontefice ha spiegato che la certezza dell’amore del Signore per gli esseri umani è nelle prime pagine della Bibbia, quando Dio caccia Adamo dal Paradiso ma non lo lascia solo, non gli dice «arrangiati come puoi».

Il brano del Libro dell’Esodo proposto dalla liturgia odierna dice: «Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato»; oggi si parla dunque di quelle particolari presenze che «il Signore ha dato a tutti – ha evidenziato Jorge Mario Bergoglio – ognuno di noi ne ha una» che «ci accompagna».

Il Pontefice ha precisato e sottolineato: «È sempre con noi! E questa è una realtà. È come un ambasciatore di Dio con noi. E il Signore ci consiglia: “Abbi rispetto della sua presenza!”. E quando noi – per esempio – facciamo una cattiveria e pensiamo che siamo soli: no, c’è lui. Aver rispetto della sua presenza. Dare ascolto alla sua voce, perché lui ci consiglia. Quando sentiamo quell’ispirazione: “Ma fa questo… questo è meglio… questo non si deve fare…”. Ascolta! Non ribellarti a lui».

L’Angelo custode protegge sempre e soprattutto dal male, ha garantito il Papa. Qualche volta si pensa «che noi possiamo nascondere tante cose, cose brutte», che alla fine emergeranno comunque. E l’Angelo è lì «per consigliarci», ha affermato Francesco, per «coprirci», esattamente come si comporterebbe «un amico, che noi non vediamo, ma che sentiamo». Un amico che un giorno «sarà con noi in Cielo, nella gioia eterna».

L’Angelo «soltanto chiede di ascoltarlo, di rispettarlo. Soltanto questo: rispetto e ascolto. E questo rispetto e ascolto a questo compagno di cammino si chiama docilità. Il cristiano deve essere docile allo Spirito Santo. La docilità allo Spirito Santo incomincia con questa docilità ai consigli di questo compagno di cammino».

Il Pontefice ha indicato la strada per essere docili: bisogna essere piccoli, come bambini, ossia come coloro che Gesù ha definito i più grandi nel Regno del Signore.

L’Angelo custode è «un compagno di cammino», ha concluso, che insegna l’umiltà e che come i bambini va ascoltato: «Chiediamo al Signore la grazia di questa docilità, di ascoltare la voce di questo compagno, di questo ambasciatore di Dio che è accanto a noi nel nome Suo, che siamo sorretti dal suo aiuto. Sempre in cammino… E ricordiamo quanto buono è il Signore che giusto dopo aver perso l’amicizia, non ci ha lasciato soli, non ci ha abbandonato».

Add a Comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Chiudi