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Il Papa: «Per due soldi tanta gente vende anima, felicità e vita»


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Il Papa alla Messa per la Gendarmeria vaticana in occasione della Festa del Patrono, san Michele Arcangelo: Satana seduce attraverso «corruzione, ricchezze, vanità e potere»

Il «serpente antico», il Diavolo, seduce con «tre gradini: «Primo, le ricchezze che ti portano lentamente alla corruzione. C’è dappertutto la corruzione: per due soldi tanta gente vende l’anima, vende la felicità, vende la vita, vende tutto. È il primo gradino: i soldi, le ricchezze. Poi, quando ne hai, ti senti importante, secondo gradino: la vanità. Il terzo gradino: il potere, l’orgoglio, la superbia». Papa Francesco ha «tuonato» così questa mattina nella Cappella del Governatorato, dove ha presieduto la Celebrazione eucaristica per il corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, in occasione della ricorrenza del patrono, san Michele Arcangelo (29 settembre).

Aveva esordito nell’omelia ricordando che «la prima Lettura, presa dal libro dell’Apocalisse, incomincia con una parola forte: “Scoppiò una guerra nel Cielo”. E poi dice come era questa guerra: è la guerra finale, l’ultima guerra, la guerra della fine. È la guerra fra gli angeli di Dio comandati da san Michele contro Satana, il serpente antico, il diavolo. Questa è l’ultima e lì finisce tutto, rimane soltanto la pace eterna del Signore con tutti i suoi figli che sono stati fedeli».

Poi ha spiegato: «Ma durante tutta la storia questa guerra si fa ogni giorno, ogni giorno: si fa nel cuore degli uomini e delle donne, si fa nei cuori dei cristiani e dei non cristiani… C’è la guerra fra il bene e il male dove noi dobbiamo scegliere cosa vogliamo, il bene o il male. Ma il metodo di guerra, i metodi di guerra di questi due nemici sono totalmente opposti».

Uno dei metodi del Demonio sono le «insidie», ha avvertito il Pontefice. Satana è «un seminatore di insidie, mai cade dalle sue mani un seme di vita, un seme di unità, sempre insidie».
Poi c’è un altro modo «di fare la guerra: il Satana che seduce: è un seduttore, è uno che semina insidie e un seduttore, e seduce col fascino, col fascino demoniaco, ti porta a credere tutto. Lui sa vendere con questo fascino, vende bene, ma paga male alla fine! È il suo metodo». Francesco ha invitato a pensare alla «prima volta che nel Vangelo questo signore appare, è un dialogo con Gesù. Gesù sta pregando durante quaranta giorni nel deserto, digiunando, e alla fine è un po’ stanco e ha fame. E lui viene, si muove lentamente come il serpente, e fa quelle tre proposte a Gesù: “Se tu sei Dio, il figlio di Dio, lì ci sono delle pietre, hai fame, fa’ che si convertano in pane”; “Se tu sei il Figlio di Dio, perché tanta fatica? Vieni con me al terrazzo del tempio e buttati giù, e la gente vedrà questo miracolo e senza fatica tu sarai riconosciuto come il Figlio di Dio”; il diavolo cerca di sedurlo e, alla fine, siccome non è riuscito a sedurlo, l’ultima: “Parliamo chiaro: io ti do tutto il potere del mondo, ma tu adori a me. Facciamo un negoziato”».

Ecco i «tre gradini del metodo del serpente antico, del demonio». Il primo: «Avere cose, in questo caso il pane, le ricchezze, le ricchezze che ti portano lentamente alla corruzione, e questa della corruzione non è una fiaba!, c’è dappertutto. C’è dappertutto la corruzione: per due soldi tanta gente vende l’anima, vende la felicità, vende la vita, vende tutto. È il primo gradino: i soldi, le ricchezze». Poi, «quando ne hai, ti senti importante, secondo gradino: la vanità. Quello che diceva il diavolo a Gesù: “Andiamo sul terrazzo del tempio, buttati giù, fai il grande spettacolo!”. Vivere per la vanità». Terzo: «Il potere, l’orgoglio, la superbia: “Io ti do tutto il potere del mondo, tu sarai quello che comanda”».

Il Papa ha poi ammonito: «Questo accade anche a noi, sempre, nelle piccole cose: attaccati troppo alle ricchezze, ci piace quando ci lodano, come il pavone. E tanta gente diventa ridicola, tante gente. La vanità ti fa diventare ridicolo. O, alla fine, quando hai potere, ti senti Dio, e questo è il grande peccato».

Dunque questa «è la nostra lotta, e per questo oggi chiediamo al Signore che per l’intercessione dell’Arcangelo Michele siamo difesi dalle insidie, dal fascino, dalle seduzioni di questo serpente antico che si chiama Satana».

Francesco si è poi rivolto direttamente ai gendarmi: «Voi che lavorate, avete un lavoro un po’ difficile, dove sempre ci sono contrasti e dovete mettere le cose al loro posto ed evitare tante volte reati o delitti. Pregate tanto perché il Signore con l’intercessione di san Michele Arcangelo vi difenda da ogni tentazione, da ogni tentazione di corruzione per il denaro, per le ricchezze, di vanità e di superbia. E quanto più umile, come Gesù, quanto più umile è il vostro servizio, più fecondo e più utile sarà per tutti noi».

Papa Bergoglio ha osservato: «Quell’umiltà di Gesù. E come vediamo l’umiltà di Gesù, come vediamo l’umiltà di Gesù? Se noi andiamo al racconto della tentazione di Gesù non troviamo mai una parola sua. Gesù non risponde con parole proprie, risponde con parole della Scrittura, tutt’e tre le volte. È questo che ci insegna, che col diavolo non si può dialogare, e questo aiuta tanto, quando viene la tentazione: con te non parlo, la Parola del Signore soltanto».

Infine, un’invocazione: «Il Signore ci aiuti in questa lotta di tutti i giorni, ma non per noi, è una lotta per il servizio, perché voi siete uomini e donne di servizio: di servizio alla società, di servizio agli altri, di servizio per far crescere la bontà nel mondo».

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